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Il posto di una donna è in Casa (Bianca)

 

alexandria ocaso-cortez

Alcune delle donne elette alla Camera Usa – Credits: Elle.com

Di: Oriana Mariotti

Il 6 novembre di quest’anno sono state elette 35 donne alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti per il midterm, una data da ricordare perché in 230 anni non era mai accaduta una cosa simile, sia per la razza di appartenenza delle deputate che per il loro genere: essere donne.

Cosa ancora più importante, le donne che sono state elette non sono affatto simili ai loro colleghi maschi che le hanno precedute. Sono giovani, sono etero, lesbiche o bisessuali, sono donne di colore, immigrate ma anche bianche.

Sono donne che sorridono ai loro haters su Twitter e che non hanno paura di affrontarli.  Donne che non possono permettersi di pagare l’affitto fino a che non inizieranno il loro nuovo lavoro.

Abbiamo deciso di riprendere questo articolo di ELLE perché é rappresentativo di ciò che sta accadendo in uno dei Paesi più potenti del mondo, e per dare un segnale anche al nostro: oggi in Italia le donne che fanno parte del mondo politico e istituzionale non sono ancora abbastanza.

 

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We run as a team. This moment happened right after @paulajean2018, candidate for US Senate in West Virginia, brought the house down in a rousing speech at #NN17. She one of my @justicedemocrats sister campaigns across the country, and she makes me so proud. Later on in the conference we sat shoulder to shoulder speaking out in favor of getting big money out of politics. Paula is fighting hard for the health and economic wellbeing for West Virginians. I’m doing the same for Queens and Bronx families. And together we are campaigning for a nation that protects clean water, economic opportunity, and justice for all. Love you Paula – can’t wait to see you on Capitol Hill. 📸: @josealvarado

Un post condiviso da Alexandria Ocasio-Cortez (@ocasio2018) in data:

Molte di queste candidate hanno documentato sui social come Instagram e Twitter i loro spostamenti a Washington, e lo hanno fatto con la stessa naturalezza di chi va a fare un normalissimo viaggio di lavoro.

Hanno parlato in prima persona con gli elettori e non hanno nascosto l’eccitazione e l’entusiasmo per i nuovi ruoli che stavano per ricoprire, inclusi il rispetto e l’impegno per il loro compito istituzionale.

Così facendo, hanno mostrato come funziona l’ingranaggio delle elezioni, hanno fotografato i palazzi della politica statunitense rendendoli più accessibili, demistificando la politica stessa e rendendola (anche) più easy, divertente e molto meno formale.

Resta il fatto che “cambiare le regole” costi sempre qualcosa in termini di critiche, soprattutto da parte di alcuni che hanno idee politiche diverse e che magari non sono proprio favorevoli all’ascesa di una donna, per di più non bianca, nell’ingranaggio.

 

Alexandria, pasionaria ma di moda

Alexandria Ocasio-Cortez

Alexandria Ocasio-Cortez, più giovane eletta alla Camera 

Pare che sia Alexandria Ocasio-Cortez, una ventinovenne latino americana (madre portoricana, padre del Bronx) la donna più giovane mai eletta, ad essere quella più presa di mira: nei suoi tweet ha dichiarato che il personale l’ha scambiata più volte per una stagista o per la moglie di un politico, “Un tipico atteggiamento verso una giovane donna di colore nei luoghi del potere” – ha commentato lei-.

Il giorno successivo, qualcuno ha scattato una foto che la ritraeva vestita in modo professionale ed impeccabile  ed ecco un altro tweet, questa volta da parte del giornalista del Washington Examiner Eddie Scarry, conservatore:

 

Il Tweet “infelice” di Eddie Scarry sull’abbigliamento della Cortez

«Quella giacca e quel cappotto non sembrano quelli di una ragazza in difficoltà».

Il giornalista, con la sua boutade, intendeva screditare le parole della Cortez, che aveva espresso le sue difficoltà nel vivere a Washington in attesa del primo stipendio da parlamentare. Le cose però non sono andate come lui sperava: sommerso dalle critiche, Scarry ha dovuto cancellare il suo post polemico.

«Se fossi entrata nel Congresso con addosso un sacco mi avrebbero presa in giro e fatto foto alle mie spalle — ha replicato la Cortez su Twitter — . Se mi presento con i vestiti migliori che ho trovato ai saldi, mi prendono in giro e fanno foto alle mie spalle. L’oscurità odia la luce, per questo bisogna lasciarla fuori».

Alexandria Ocasio-Cortez

La Ocasio-Cortez durante un servizio fotografico che è stato criticato dai suoi avversari

Ma le cose non si sono fermate qui.

Infatti anche John Cardillo, ex poliziotto spesso ospite di programmi di intrattenimento ed informazione, ha postato sui social la foto di una casa mettendo in dubbio le origini povere della neo eletta: 

“Questa è la casa di Yorktown Heights (zona molto bella) dove @Ocasio2018 è cresciuta prima di andare alla Ivy League Brown University.

Qualcosa di molto diverso dall’“educazione del cappuccio” del Bronx che sta vendendo”.

La risposta della Ocasio- Cortez non si è fatta attendere: 

“Hey John,

1. Io non sono andata alla Brown o alla Ivy League. Sono andata alla Boston University. Prova con Google.

2. È bella. Crescendo, era una bella città per i lavoratori. Mia madre puliva i gabinetti, per poterci far vivere qui e sono cresciuta imparando come il codice di avviamento postale del posto dove si nasce determini gran parte delle suè opportunità.”

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Insomma, la Cortez è sicuramente molto attaccata, soprattutto perché è giovane, forse anche perché faceva la cameriera, forse perchè ha sconfitto a sorpresa il suo avversario alle primarie democratiche.

E’ una donna schietta e di sinistra ed è pure attraente, ma in nessun modo sottomessa o compiacente (una combinazione che innesca un tipo particolare di rabbia nei suoi detrattori, scrive Jill Filipovic nel suo articolo per Elle).

Resta da dire che è molto preparata, combattiva e che sono davvero in molti e in molte a contare su di lei.

E che, quando ha vinto, il suo avversaio Joseph Crowley si è congratulato con lei in modo singolare, dedicandole una canzone: nientemeno che Born To Run di Bruce Springsteen.

Il video di presentazione di Alexandria

Candidata del Partito democratico, Alexandria ha vinto con parecchi voti nel distretto del Bronx di New York e ha battuto il suo avversario, il professore repubblicano 72enne Anthony Pappas.

Laureata in Economia e relazioni internazionali alla Boston University, dopo la morte prematura del padre è tornata a vivere nel Bronx, dove ha lavorato come barista ed educatrice, facendo anche turni da 18 ore, per aiutare economicamente la madre, che rischiava il pignoramento della casa.

Alexandria è a favore di una sanità pubblica aperta a tutti (Medicare), di un sistema universitario gratuito, dell’aumento del salario minimo a 15 dollari l’ora, dell’eliminazione delle prigioni a controllo privato e della regolamentazione delle armi da fuoco. Inoltre, sostiene la creazione di un iter che conduca alla cittadinanza per gli immigrati irregolari e l’abolizione della U.S. Immigration and Customs Enforcement Agency (ICE), considerandola abusiva nei confronti degli immigrati.

Il suo è un andare oltre i limiti imposti dalla società anche quando si parla di immagine e di stile (e di portafoglio, che non deve essere sempre un elemento chiave nelle scelte di moda).

Alexandria veicola un’idea di donna che rispecchia davvero le “quasi 30enni” di oggi, e sarà proprio lei, una di loro, che per la prima volta metterà piede a Capitol Hill.

Le donne al potere non hanno quasi mai un percorso facile, ma hanno tutte le carte in regola per percorrerlo.

 

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Oriana Mariotti

Sono giornalista e presto psicologa.
Entusiasta, disordinata e appassionata di Bellezza, sono il Direttore editoriale di “Le Cronache della Bellezza”, amo informare ma sono sempre in ritardo!
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