Armani: rosa pop, rosso vinile e voglia di cambiare

Nella collezione di Giorgio Armani andata oggi in passerella durante la Milano Fashion Week, le gambe non si vedono “e questo e’ un punto importante”,
dice lo stilista: si tratta sicuramente di una scelta che può anche sembrare “drammatica e penalizzante nei
confronti della donna” ma da cui esce “un’estetica diversa“,
giusta per le giovani donne di oggi, che stanno recuperando in
femminilità. 

Proprio per le giovani, lo stilista  ha creato giacche e pantaloni con motivi galles, chevron o a pois spalmati di pvc, caban
imbottiti messi sugli abiti da sera con grandi paillettes
colorate, bluse con fiori grafici, giacchini con fantasie di
mani o occhi,
lunghi vestiti con le frange tintinnanti, piccole
borse messe a bandoliera, stivaletti con elastico a contrasto,
blazer con grandi bottoni decor e gonne lunghe, pantaloni di
velluto sottili messi con le sneakers
, collane ad anello, blazer
dal taglio maschile
con i revers gioiello. 

 

Da sottolineare, poi, la sorpresa dei colori: rosso acceso sui completi e
gli abiti in bianco e nero, blu e un rosa molto “pop” e poco Armani: “Non vi aspettavate il rosa? Meno male – ha
scherzato Armani – altrimenti sarei finito”
. Ed a dimostrarlo c’è la sua continua, instacabile ricerca, che passa anche attraverso la scelta, che ha annunciato proprio oggi, di eliminare i marchi Armani Jeans e Armani
Collezioni
, che spariranno dalla primavera-estate 2018.
Rimarranno solo le linee Ax, Giorgio Armani ed Emporio Armani,
che diventera’ – ha annunciato – “un concentrato di idee per
servire diversi pubblici, per la signora giovane, per quella che
comprava Armani Collezioni e per quella che sceglieva il genere
sportivo di Armani Jeans”. In vista di questo cambiamento
“stiamo ristrutturando l’interno dell’azienda, ma non c’e’ niente
di traumatico, e’ solo che i tempi cambiano”. Certo – ha ammesso
– “non e’ una cosa fatta a cuor leggero dopo 35 anni”.

 

 

Il mondo sta facendo passi da
giganti, mentre noi con la moda siamo fermi
“: è
sicuro che “sia arrivato il momento di cambiare, di voltare
pagina: oggi – ha detto Armani al termine della sfilata della sua linea
Emporio – o fai qualcosa di nuovo o non esisti“.
In un momento in cui “va bene tutto, quindi non va bene
niente”, secondo lui è necessario “trovare un nuovo modo di
vestire cosi’ che, tra 40 anni, guardando le fotografie di oggi,
si possa dire: ‘all’epoca si vestivano in quel modo'”
. Certo,
bisogna prendersi dei rischi, come quello di “fare una
collezione troppo elitaria, d’avant garde o per un pubblico
troppo giovane, anche perche’ oggi la gente ne ha le scatole
piene degli abiti, ma io – ha sottolineato – faccio moda e la
gente deve ricordare che nel 2018 ci si vestiva in quel modo,
che e’ diverso da quello del 2005 o da quello del 2025”. Il
problema e’ che “non c’e’ una moda di adesso che possa
identificare una persona che veste il suo tempo”.
In giro c’e’
invece tanto passato “che puo’ essere anche bellissimo, io stesso
– ha raccontato – ho visto collezioni con cose molto ricercate
ed e’ vero che quando cerchi una nuova strada devi avere dei
riferimenti, ma senza lasciare che prendano troppo potere”. 

La ricerca da fare – ha ribadito – è quella sul modo di
vestire di oggi
, che in parte abbiamo gia’ cambiato, ma che non
puo’ essere il riportare a galla un passato che non rispetta piu’
i tempi”, compresi quelli industriali perche’ “per fare alcuni
abiti ci vogliono otto operai e noi facciamo produzione
industriale, trattiamo un argomento importante, che e’ quello
dell’industria della moda italiana: dobbiamo essere piu’
inventivi, ma con un’idea precisa
, invece oggi ci sono cosi’
tante storie che e’ difficile parlarne”. 

 

 

La gallery della sfilata

Tutte le foto sono di Getty Images

 

 

 

 

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