Depressione: Elizabeth Schaefer la cura con la scrittura

Depressione: una condizione di sofferenza cui molti devono sottostare. In questo spazio ho già affrontato il tema della depressione, della disperazione esistenziale, dell’ansia e di quanto può far bene adottare nuove abitudini o semplicemente, accettare questo stato pur adottando strategie positive ed utili per continuare a vivere e a sperare, nonostante tutto. Mi ha fatto riflettere ad esempio, il libro che è stato pubblicato nel 2008 da Elizabeth Maynard Schaefer, “Writing Through the Darkness: easing your depression with paper and pen” (Scrivere attraverso il buio: allevia la depressione con carta e penna)

Il libro affronta il tema della proprietà curativa della scrittura nei confronti del male  oscuro, di quel male così potente che è in grado di annientare pensieri, sogni e, spesso,  vite intere. Ecco perché ritengo che i suggerimenti che vi sono contenuti siano davvero utili: io stessa, scrivendo, molte volte mi sono sentita meglio, più libera e meno gravata dal peso dei pensieri ricorrenti.

Elizabeth Maynard è una studiosa, fra le altre cose insegna scrittura creativa all’Università di Stanford a disoccupati, persone che soffrono di depressione o di disturbo bipolare, a disabili e a professionisti, e tutti trovano che la scrittura sia una parte importante della loro terapia e, quindi, della loro vita. Maynard ha scoperto che scrivere della propria esperienza con la depressione è vitale perché ci aiuta ad esprimere, individuare  ed esplorare i nostri pensieri e sentimenti.

Scrivere ci permette di mettere su nero su bianco ciò che è solo astratto, ed una volta che i nostri pensieri sono su carta, sono più concreti: possiamo leggerli, e diventano più facili da indagare e da capire. Questo perché scrivere è un modo molto utile per ascoltare noi stessi. Uno degli studenti della Schaefer ha detto: “Scrivere dà valore alla mia esperienza. Scrivendo quello che ho in testa mi fa sentire una sorta di liberazione emotiva, facendomi scoprire la mia voce interiore e la mia storia. “

Tre regole principali

Le tre principali regole di scrittura per la Schaefer sono tre:

1) Scrivi senza fermarti per 10 o 20 minuti, perché in questo modo “tendi ad accedere a parti del tuo cervello più creative, più emozionali dal punto di vista emotivo piuttosto che al tuo cervello editoriale”, che solitamente è abituato a criticare ciò che sei

2)Scrivi per te stesso, perché non devi mostrare il tuo scritto a nessuno, quindi non preoccuparti di creare prose perfette. Datti il ​​permesso di scrivere qualunque cosa ti venga in mente, in qualsiasi forma”.

3) Non scrivere su argomenti che ti mettono a disagio (o che sono poco salutari da esplorare in questo momento). Passa semplicemente a scrivere di qualcosa di cui ti senti pronto ad esplorare.

 

Esercizi di scrittura

Nel suo libro, la Shaefer propone degli esercizi molto utili per dare libero sfogo alla propria immaginazione ed aprire i canali emotivi; vediamone alcuni:

Immagina l’immagine più salutare e rilassante che puoi – “quella che potrebbe combattere la tua depressione”, scrive la Schaefer. Forse è un posto o forse è una persona. Forse è un ricordo speciale o la sensazione della brezza sul viso. Scrivi un tema o un poema su questa immagine, usando i tuoi sensi.

Scrivi una favola della depressione. Immagina la tua depressione come se fosse un personaggio reale,  vivente. Come scrive Schaefer, potrebbe essere un guerriero samurai o un malvagio personaggio dei fumetti. Poi “racconta una storia come se stessi raccontando una favola a un bambino piccolo”. Ad esempio, uno scrittore descrisse la sua depressione come un drago che dorme su una massiccia pila di oro e gemme all’interno di una grotta. Quando lo scrittore cerca di prendere uno di questi tesori, il drago si sveglia e lo cattura, imprigionandolo.

Scrivi da un posto che ti è nuovo: la Schaefer suggerisce di fare una passeggiata o un giro in autobus, vicino o lontano, e di sedersi dove si preferisce, basta che sia un posto dove non si è mai stati: scrivere di ciò che si vede e si prova.

Esplora una tua abilità. Crea un elenco di almeno 25 cose in cui sei bravo. (Se hai problemi, chiedi agli altri quali pensano che siano i tuoi punti di forza.) Ad esempio, potresti fare belle foto, oppure non dimentichi mai un vlto, oppure sei un cuoco perfetto per i dolci, o canti molto bene e via dicendo.  Scegli una di queste tue caratteristiche positive e scivi di essa per 20 minuti: “Chi ti ha insegnato? Qual è il segreto? Ti piace farlo? Come potrebbe imparare a farlo qualcun altro?”

Usa la poesia come suggerimento. Scegli una poesia come suggerimento per scrivere. Quindi rispondi alle idee contenute nel testo o ad una parola, o una frase che suona positivamente con la tua personalità. Oppure, scrivi una lettera al poeta. Puoi scrivere in risposta al poeta, sia sotto forma di poesia che in prosa. Alcune delle poesie preferite della Schaefer da usare come suggerimenti sono ovviamente americane o inglesi: “Prayer” di Clarissa Pinkola Estes; “Regalo” di Judith Hemschemeyer; “Un buon compleanno” di Ted Kooser; “Wild Geese” di Mary Oliver; e “The Guest House” di Rumi.

Crea la tua arte. Disegna la tua risposta ai seguenti suggerimenti, quindi scrivi del materiale illustrativo e di come è stato creato per crearlo: “Come mi sento oggi”; “Ciò che desidero”; “La mia depressione”; “Il mio posto preferito.” Prova queste istruzioni aggiuntive.

Nella parte posteriore del libro, Schaefer condivide atre interessanti idee per ispirare nella scrittura, tra cui: “Il primo suono (gusto, vista, odore, sensazione) del giorno”; “Consigli per la cura di sé che sono consigli contro la depressione”; “velluto nero”; “Benefici della depressione”; “caleidoscopi”; “Una lezione che hai imparato”; “Magia”.

Elizabeth Schaefer

Schaefer suggerisce anche di scrivere sulle strategie di coping: cosa ti incuriosisce; ciò che ami; e quello che hai sempre voluto fare insieme a un’azione che puoi intraprendere per realizzare uno di questi desideri.

Per Schäfer la scrittura porta gioia. Potrebbe non fare al caso tuo ma forse, come lei dice, potrebbe solo portarti a qualcosa che te la farà raggiungere.

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